No all’austerità, sì alla solidarietà e alla sostenibilità! Costruiamo insieme speranza e sicurezza

No all’austerità, sì alla solidarietà e alla sostenibilità!

Costruiamo insieme speranza e sicurezza

“Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo. Quello è il momento d’inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo, forti delle proprie convinzioni.” Sergio Bambarén, Il delfino, 1995

La deregulation neoliberista ha dato origine a mercati finanziari guidati unicamente da un’avida ricerca del profitto a breve termine, ponendo così le basi della crisi finanziaria nella quale ci troviamo ancora oggi. La medicina dell’austerità che viene prescritta ormai da anni ai Paesi in crisi ha aumentato le divisioni e le ingiustizie sociali, peggiorato le condizioni di vita di molti di noi.

Ventisette milioni di persone – tra cui quasi un giovane su cinque – sono senza un lavoro. I più deboli stanno pagando il prezzo più alto della crisi.  Sono arrabbiata per questo, ma questa rabbia voglio trasformarla, insieme ai Verdi (quarto partito europeo), in speranza.

Il nostro attuale modello economico non è sostenibile. La crisi ambientale persiste. L’incapacità di giungere ad un accordo globale nelle numerose conferenze sul cambiamento climatico dimostra quanto siamo lontani dallo scongiurare gli effetti più catastrofici del cambiamento climatico; gli obiettivi a breve termine e gli interessi delle lobby continuano a prevalere. Non è possibile prescindere dall’Europa se vogliamo costruire una società più sostenibile, più giusta e più democratica. Molte delle misure necessarie – domare i mercati finanziari e le grandi imprese transnazionali, combattere efficacemente la frode e l’evasione fiscale, trasformare la produzione energetica europea per frenare il cambiamento climatico – sono al di là delle capacità di un singolo Stato membro, anche di quello più grande. Abbiamo, dunque, bisogno di una maggiore cooperazione intra-europea per affrontare con efficacia queste sfide.

Serve un’Unione Europea che si faccia pioniera di una democrazia più diretta e partecipativa.

I corpi di solidarietà esecutivi dell’UE come la Commissione e la Banca Centrale devono diventare responsabili delle proprie decisioni. L’UE deve trasformarsi in una reale democrazia multilivello che rispetti il principio della sussidiarietà e faccia della diversità uno dei suoi punti di forza.

Riacquisteremo nuova dinamicità economica e occupazionale diventando leader globali nell’invenzione e nella promozione di soluzioni, che migliorino la vita di tutti nel rispetto dei limiti del nostro pianeta. Insieme ai Verdi, mi opporrò al cosiddetto “patto di competitività”, che implica la riduzione dei salari, lo smantellamento dello Stato sociale e la privatizzazione dei beni pubblici.

La sostenibilità fiscale deve andare mano nella mano con una sostenibilità sociale e ambientale altrettanto ferrea, ed è giusto che chi ha le spalle più larghe si faccia carico di un peso maggiore. Le attuali politiche di austerità, che sono state imposte ai cittadini nella recente crisi economica, ci portano invece nella direzione opposta.

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